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News
  • Nuovo volume “Tre giorni di vento”
    Lo scorso 4 marzo, al Centro Svizzero di Milano, è stata presentata in anteprima la nuova opera Fucina: “Tre giorni di vento”, di Luca Dal Monte. Un avvincente romanzo nato dall’abile penna di Dal Monte e ispirato alla vita di un talentuoso pilota degli anni ’30: l’amore e il rifiuto del nazismo fanno da sfondo alle corse dell’epoca d’oro dell’automobilismo sportivo, dove ad ogni corsa si giocava la vita. Disponibile online e su tutti i nostri canali di vendita.
  • Un nuovo volume sull’Autodelta, in edizione limitata di sole 999 copie.
    A sessant’anni dalla nascita del leggendario nome dell’Autodelta (e a sei anni dall’uscita del loro precedente volume “Autodelta”, esaurito in brevissimo tempo), i fratelli Giuseppe e Massimo Colombo riprendono il filo del discorso solo interrotto qualche tempo fa, per regalare a migliaia di appassionati nuove testimonianze, nuovi dettagli e alcuni approfondimenti sulla storia di questo mito. Una storia ricca di passione, di voglia, di entusiasmo e di delusioni inimitabili, come gli uomini che ne hanno fatto parte. E, primo tra tutti, l’ingegner Chiti: il “creatore” dell’Autodelta.
  • Walter Consonni e il Tempio della Velocità
    Le gesta dei grandi eroi del Tempio della Velocità monzese, raccontate a un secolo dalla nascita dell’Autodromo tra i più amati dai piloti di Formula 1 e non solo. La penna sagace e acuta di Walter Consonni ci trasporta indietro nel tempo, tra autentici campioni di umanità e dello sport: Tino Brambilla, Gary Hocking, Carlo Franchi alias Gimax, Ezio Gianola, Jim Clark, Peo Consonni, Lorenzo Bandini, Mario Andretti, Wolfgang von Trips, Boley Pittard, Carlo Facetti, Alberto Ascari. Gente che correva col cuore al posto della telemetria. Sempre a manetta.
  • L’Alfa Blue Team racconta i suoi primi cinquant’anni…
    Mezzo secolo di età è un traguardo importante per chiunque. Immaginatevi quando i festeggiamenti non sono per una persona, ma per una passione. Passione che, da cinquant’anni appunto, unisce i Soci dell’Alfa Blue Team, uno dei club di collezionisti Alfa Romeo tra i più famosi in Italia e all’estero. Nato nel 1972 a opera di Gippo Salvetti, Stefano Salvetti, Emilio e Giorgio Garavaglia, Claudio Bonfioli e Guido delli Ponti, ha, nel corso degli anni, “raccolto” sempre nuovi amici e ospitato appassionati di ogni dove. Parola d’ordine: A.B.T., Alfa Romeo, Bellezza, Tradizione... E così oggi, a cinquant’anni di distanza, i Soci possono spegnere le ambite cinquanta candeline davanti a una platea di auto Alfa Romeo (ma non solo, anche autocarri, motori aereo, etc.), principalmente nate dal dopoguerra fino al 1986, anno in cui l’Alfa è entrata in orbita Fiat, senza dimenticare i cari amici che oggi non ci sono più ma che tanto hanno dato al Club. Una Storia straordinaria per tutti coloro che amano le (belle) automobili, raccolta in un volume di 360 pagine e 760 fotografie.

I guardiani del Portello

Un cancello arrugginito e una piccola guardiola in muratura erosa dal tempo.
Per l’inconsapevole passante sarebbe solo ruggine e cemento di una Milano dimenticata.
E’ venuto però il momento di ricordare.
Perché oggi questo angolo abbandonato, tra via Serra e viale De Gasperi, è l’unica, sola, vera testimonianza rimasta di un grande passato: l’Alfa Romeo e il Portello.
Tutti conoscono l’Alfa Romeo, ma non tutti sono consapevoli che nel panorama mondiale, da quando si sono sostituiti i cavalli con la benzina, il Marchio milanese è quello che ha il più grande carico di Storia: centodieci anni di trionfi e di successi, di cadute e rinascite, di campioni e di uomini fuori del comune, ma non solo automobili, ma industria meccanica a 360 gradi: motori avio e per la nautica, camion, autobus, compressori, trivelle, generatori elettrici…
E grande parte di questi prodotti o semilavorati, varcavano quel piccolo cancello.
Non può, non deve essere dimenticato.
Lo chiede lo spirito di quella Milano che ha guidato l’Italia, che ha accompagnato il nascere del Futurismo e celebrare la velocità, che ha incorniciato di alloro Nuvolari, Varzi, Fangio, che si è rimboccata le maniche nel secondo dopoguerra e ha trainato il Paese, che ha saputo, all’ombra della Madonnina, riunire il Design e la Moda e celebrarla nel Mondo.
Lo chiedono, se potessero parlare all’unisono, le centinaia di migliaia, i milioni di Alfisti in tutto il mondo.

Non è solo ruggine, non è solo sgretolato cemento.

Con un gruppo di amici e associazioni abbiamo quindi inviato un’istanza all’Amministrazione Comunale di Milano perché tutto questo, che rischia di essere demolito a breve nel nuovo progetto di sistemazione del verde, non venga dimenticato.
Chiediamo che questa notizia venga diffusa a tutti gli appassionati e che chi desidera invii una mail a iguardianidelportello@gmail.com  indicando nome, cognome, località e testo “sostengo il Portello”. Più siamo, più faremo comprendere l’importanza di questo ricordo.