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www.motorinolimits.com
Autori
Luca Delli Carri
Ago. 2003
di Marcello Lo Vetere
Leggere "Matti dalle gare", il secondo libro di Luca Delli Carri, rappresenta un momento di crescita. Per chiunque. Appassionati di moto o no, non importa: questo volume (767 pagine di interviste a 60 piloti motociclisti) può contagiare anche chi le moto le vede come il fumo negli occhi, perché "...Ho paura" o perché "...Sono pericolose". Il primo elemento su cui riflettere è già nella prefazione. "Che magnifica giornata per correre", a pagina 11. Ecco cosa scrive il giornalista e scrittore trentatreenne. "Nessun pilota è matto, su questo non si discute. Se ci sono dei matti che corrono, non diventano piloti, non fanno in tempo: corrono, cadono, si fanno male, smettono, tutto di fretta, tutto velocissimo. Il pilota è il contrario di un matto: è l'uomo che persegue il rischio calcolato. Se tutto dipendesse dai suoi gesti soltanto, se non esistesse l'errore umano né il guasto meccanico, non si farebbe mai male, non cadrebbe mai giù dalla moto". È anche vero che l'elenco dei piloti caduti, feriti, menomati, usciti dal coma o mai più risvegliati è lungo, e Delli Carri non li dimentica. Ma in questo libro sono i piloti a parlare, a raccontare, a fare capire al lettore cosa significa correre. Senza filtri. A domanda, risposta. Punto e basta. Per un totale di 170 ore di interviste e sei anni di lavoro, "Matti dalle gare" è un libro scritto. Che fortuna! Perché di moto si è sempre visto tanto ma letto poco: bei libri fotografici, monografie su campioni e poco più. Immagini sparate in doppia pagina corredate da qualche didascalia e un albo d'oro. Invece leggendo "Matti dalle gare" si può capire cosa prova il pilota una volta in sella, quando si allaccia il casco ed entra in pista. E non si parla solo di prove, gare epiche, incidenti, pole position strappate all'ultimo secondo buono delle prove. I piloti intervistati hanno raccontato le rivalità tra corridori, i sentimenti, i sogni e le paure. Sentite, per esempio, cosa dice Virginio Ferrari (non è un fuoristradista, d'accordo, ma il suo commento ti lascia lì): "Quando sei pilota - racconta Ferrari a Delli Carri - e togli il casco e la tuta e indossi un pullover e una camicia, non sei uno dei tanti che camminano per la strada ma sei un pilota che si è tolto il casco e la tuta, e inizialmente fai fatica a vivere questa doppia identità, intesa come pilota e pilota quando si toglie il casco". Nel libro ce n'è per tutti: dagli assi della velocità come Giacomo Agostini, Valentino Rossi, Loris Capirossi e Max Biaggi (solo per citarne alcuni), fino alle leggende di passato e presente del Cross: Emilio Ostorero, Alex Puzar, Chicco Chiodi, Andrea Bartolini, Michele Rinaldi e Corrado Maddii. Poi gli "africani" Edi Orioli, Fabrizio Meoni e Ciro De Petri. Per l'Enduro invece si sono raccontati Giovanni Sala, Mario Rinaldi e Alessandro Gritti. Chi sono, cosa sognano, come si allenano, cosa succede quando la moto si intraversa su una duna mentre si sta viaggiando a gas spalancato? E il futuro? Come se lo immaginano una volta appeso il casco al chiodo? In quelle 60 interviste è spiegata ogni cosa.